I nemici delle api

I nemici delle nostre preziose collaboratrici.

 

Oltre alle patologie descritte, esistono una serie di nemici naturali delle api, fra i quali l’uomo è sicuramente quello più pericoloso.

L’uso indiscriminato di pesticidi sulle piante in fiore è solo uno dei comportamenti più evidenti che accresce la mortalità delle colonie; ad esso si aggiungono i fenomeni di inquinamento ambientale , di disboscamento e di distruzione diretta. Molti di questi malcostumi, seppur proibiti dalla legge, sono ugualmente praticati, spesso per ignoranza o inavvedutezza, oppure per favorire interessi di piccola portata.

A questi danni, si aggiungono quelli provocati seppure involontariamente dagli apicoltori, i quali, con continui trasferimenti, incroci e commerci di api hanno spesso favorito il diffondersi di patologie su scala planetaria. Inoltre, con l’uso approssimativo o improvvido di presidi sanitari, hanno spesso favorito fenomeni di assuefazione, resistenza e quindi di rafforzamento di patologie e parassiti.

Non si vuole, con questo, colpevolizzare oltre il dovuto le azioni degli uomini, molti dei quali si prodigano invece per una corretta conservazione del territorio e dell’ambiente; occorre però rimarcare che l’apicoltura, per l’importante ruolo che svolge nei confronti dell’ambiente, è un’attività o anche soltanto un passatempo, che va praticato con conoscenza della materia e con la consapevolezza che essa può incidere considerevolmente sullo stato del pianeta.

Di seguito viene fornito un breve elenco di alcuni dei più comuni nemici naturali delle api:

  • roditori: topi di campagna
  • insettivori: toporagno
  • uccelli: passeri, rondini, picchi, piccioni, falchi
  • rettili: ramarri e lucertole
  • anfibi: rospi
  • altri insetti: mantide, farfalla testa di morto, forbicina, tarma della cera, pidocchi, vespe, bombi, calabroni, filanto apivoro, formiche
  • aracnidi

Tutti questi predatori delle api o dei prodotti dell’alveare procurano, in genere, danni abbastanza limitati; i più pericolosi sono gli uccelli (soprattutto se nidificano accanto agli alveari), i bombi, le vespe e i calabroni. Questi ultimi attaccano gli alveari tentando il saccheggio soprattutto in autunno inoltrato, quando faticano a trovare altre fonti di alimentazione.

Vedi l’articolo del prof. Santi Longo dell’Università di Catania tratto da “L’Apicoltore Moderno” Università di Torino, Osservatorio di Apicoltura “G. Angeleri”: La difesa degli alveari dalle vespe
Un discorso a parte merita la vespa velutina, un calabrone asiatico molto aggressivo che è in grado di sterminare le api assediando l’alveare e indebolendolo sino all’estinzione. Questo calabrone, insediatosi da una decina di apiin Francia, ha attualmente (2016) raggiunto le coste liguri di ponente e sta provocando danni ingenti agli apicoltori locali.

Informazioni dettagliate sul calabrone asiatico sono disponibili nel sito dell’Università di Torino – Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari, (DISAFA), che ringraziamo per l’impegno che sta profondendo nel cercare di ridurre la minaccia rappresentata da questo pericoloso calabrone.

Vedi anche i filmati realizzati dalla TV Svizzera
alla pagina dedicata al calabrone asiatico.

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